Un giunto saldato può apparire perfetto e tuttavia nascondere porosità, cricche o una penetrazione insufficiente. La welding procedure specification, spesso indicata con l’acronimo WPS, serve proprio a stabilire come eseguire la saldatura, quali parametri rispettare e quali condizioni rendono il risultato ripetibile e sicuro. In questa guida chiarisco cosa contiene, come si collega alla qualificazione della procedura e quali norme italiane ed europee entrano in gioco.
La WPS rende la saldatura controllabile e ripetibile
- Definizione La WPS è il documento operativo che descrive materiali, preparazione del giunto, procedimento e parametri di saldatura.
- Qualificazione Di norma si basa su una prova documentata nel WPQR, secondo la serie UNI EN ISO 15607 e UNI EN ISO 15614.
- Contenuti Include corrente, tensione, velocità, gas, materiale d’apporto, preriscaldo, temperatura tra le passate e trattamento termico.
- Sicurezza Non sostituisce la valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008 e deve essere accompagnata da aspirazione dei fumi e DPI adeguati.
- Controllo Il saldatore deve lavorare entro il campo di validità indicato, senza modificare autonomamente le variabili essenziali.

Che cos’è una WPS e perché serve davvero
La WPS è una istruzione tecnica di produzione destinata al saldatore o all’operatore. Non descrive soltanto quale processo usare, per esempio TIG, MIG, MAG o elettrodo rivestito, ma definisce le condizioni concrete con cui realizzare il giunto.
Il suo scopo è ridurre la variabilità. Due saldatori diversi devono poter lavorare sullo stesso componente ottenendo caratteristiche compatibili, purché abbiano la qualifica richiesta e rispettino le indicazioni del documento. Per me questo è il punto centrale: la WPS non è burocrazia aggiunta al disegno, ma il collegamento tra progettazione, produzione e controllo qualità.
Senza una procedura scritta, parametri come l’apporto termico, la temperatura tra le passate o la modalità di pulizia possono cambiare da un turno all’altro. Il risultato può essere un cordone esteticamente valido, ma con proprietà meccaniche diverse o con deformazioni difficili da correggere.
Quali informazioni deve contenere
Il contenuto dipende dal processo e dal codice applicabile, ma la UNI EN ISO 15609-1:2020 indica gli elementi tipici di una specifica per la saldatura ad arco. Una WPS ben costruita deve essere leggibile in officina, non una raccolta di valori generici copiati da un vecchio modulo.
| Area | Informazioni normalmente riportate | Perché conta |
|---|---|---|
| Materiale base | Designazione, gruppo, spessore e diametro | Influenza saldabilità, preriscaldo e campo di validità |
| Giunto | Tipo, angolo, apertura, distanza dei lembi e sostegno al rovescio | Determina penetrazione e quantità di metallo depositato |
| Procedimento | Numero ISO del processo, per esempio 111, 135 o 141 | Identifica tecnologia, attrezzatura e modalità operative |
| Materiale d’apporto | Classificazione, diametro, marca quando necessaria e condizioni di conservazione | Influenza composizione e resistenza del deposito |
| Parametri | Corrente, tensione, polarità, velocità e portata del gas | Controlla arco, fusione, stabilità e apporto termico |
| Temperatura | Preriscaldo, temperatura interpass, mantenimento e post-riscaldo | Riduce il rischio di cricche e alterazioni metallurgiche |
| Tecnica | Numero di passate, posizione, oscillazione, pulizia e sequenza | Rende ripetibile l’esecuzione del cordone |
Il procedimento è spesso identificato con il numero previsto dalla classificazione ISO 4063. Per esempio, il processo 111 è la saldatura manuale ad arco con elettrodo rivestito, il 135 è la saldatura MAG con filo pieno e il 141 è la saldatura TIG con elettrodo infusibile.
La WPS può indicare valori singoli oppure intervalli. In produzione gli intervalli sono spesso più utili, perché tengono conto dello spessore, della posizione e della geometria reale del pezzo. Devono però essere coerenti con la qualificazione della procedura, altrimenti la libertà lasciata al saldatore diventa un rischio.
La differenza tra pWPS, WPS e WPQR
Questi tre documenti vengono confusi spesso, ma hanno ruoli diversi.
La pWPS è la procedura preliminare
La pWPS, cioè la specifica preliminare, contiene i parametri proposti prima della prova di qualificazione. Serve a impostare la saldatura del provino e può essere modificata se la prova mostra che la combinazione scelta non garantisce le prestazioni richieste.
Il WPQR documenta la prova
Il WPQR, o Welding Procedure Qualification Record, registra ciò che è stato effettivamente saldato e i risultati dei controlli. Può includere esame visivo, controlli non distruttivi, prove di trazione, piegamento, resilienza o esami metallografici, secondo materiale, spessore e norma applicabile.
La WPS guida la produzione
La WPS definitiva viene emessa sulla base della procedura qualificata e stabilisce il campo entro cui si può lavorare. Non è una copia libera del WPQR. I valori del provino dimostrano che una certa combinazione ha funzionato, mentre la WPS traduce quella dimostrazione in istruzioni utilizzabili in produzione.
La UNI EN ISO 15614-1 riguarda la qualificazione mediante prova di procedura per acciai e leghe di nichel. Esistono inoltre percorsi alternativi previsti dalla serie ISO 156xx, ma la scelta dipende dal settore, dal materiale, dal contratto e dal codice di costruzione. In caso di dubbio, considero prudente coinvolgere il coordinatore di saldatura o il responsabile qualità prima di approvare il documento.
Le norme da controllare in Italia
La norma della serie UNI EN ISO 15609 descrive le informazioni da inserire nella WPS. La serie UNI EN ISO 15607 definisce invece le regole generali per la qualificazione delle procedure, mentre la UNI EN ISO 15614 stabilisce come dimostrare, tramite prova, che una procedura è idonea.
La qualifica del personale segue un percorso separato. Per la saldatura manuale e semiautomatica si fa normalmente riferimento alla UNI EN ISO 9606-1; per gli operatori di impianti automatici o meccanizzati è rilevante la UNI EN ISO 14732. Una procedura qualificata non abilita automaticamente qualsiasi persona a eseguire il giunto.
Quando l’azienda deve dimostrare un controllo strutturato della fabbricazione saldata, entra in gioco la serie UNI EN ISO 3834. Il livello applicabile può essere completo, standard o elementare, in funzione della complessità del prodotto, dei rischi e dei requisiti contrattuali.
Per apparecchiature a pressione con pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar può applicarsi la Direttiva 2014/68/UE, recepita nel sistema europeo della marcatura CE. In questi casi le giunzioni permanenti che contribuiscono alla resistenza devono essere eseguite con procedure adeguate e da personale qualificato; per categorie più elevate sono previste anche approvazioni da parte di soggetti competenti.
La norma non sostituisce mai il progetto. Un valore di corrente corretto in una WPS può essere inadatto se il giunto è stato progettato male, se il materiale è diverso da quello dichiarato o se il componente lavora a fatica, ad alta temperatura o in ambiente corrosivo.
Sicurezza durante l’esecuzione della procedura
Una WPS contribuisce alla sicurezza del prodotto, ma non è un documento completo di sicurezza sul lavoro. Per il personale restano applicabili gli obblighi del D.Lgs. 81/2008, la valutazione dei rischi aziendale, la formazione e le procedure per lavori a caldo, spazi confinati e movimentazione dei pezzi.
I fumi di saldatura possono contenere particelle metalliche e gas irritanti o nocivi. L’INAIL indica l’importanza dell’aspirazione localizzata, che deve catturare gli inquinanti vicino al punto di emissione, insieme a una ventilazione generale adeguata. In ambienti ristretti la sola maschera filtrante non risolve il problema della ventilazione.
- Controllare torcia, cavi, massa, riduttori e bombole prima dell’avvio.
- Usare schermi per proteggere gli altri lavoratori dalle radiazioni dell’arco.
- Indossare DPI adatti al processo, tra cui maschera con grado di protezione corretto, guanti, abbigliamento ignifugo e protezione delle vie respiratorie quando richiesta dalla valutazione dei rischi.
- Rimuovere o proteggere materiali combustibili nella zona di lavoro.
- Prestare attenzione ai rivestimenti, alle vernici e ai residui presenti sui pezzi, che possono sviluppare emissioni pericolose quando riscaldati.
La WPS dovrebbe anche segnalare condizioni operative critiche, come preriscaldo minimo, temperatura massima tra le passate, necessità di essiccazione degli elettrodi o divieto di saldare con pioggia e vento senza protezione. Sono dettagli che incidono sia sulla qualità sia sulla sicurezza.
Come usare una WPS in officina senza commettere errori
Prima di iniziare, confronterei sempre il documento con il disegno, il materiale arrivato e il numero di commessa. Il controllo deve verificare almeno materiale, spessore, posizione e processo. Una WPS corretta applicata al pezzo sbagliato resta una procedura sbagliata.
Un esempio puramente didattico
Immaginiamo una saldatura MAG testa a testa su acciaio al carbonio di 8 mm. Una scheda potrebbe indicare processo 135, filo pieno da 1,2 mm, gas miscela argon e anidride carbonica, preriscaldo minimo di 50 °C, temperatura interpass massima di 200 °C e corrente compresa, a titolo illustrativo, tra 160 e 210 A.
Questi numeri non sono una ricetta universale. Devono essere sostenuti da una qualificazione valida e adattati alla preparazione del giunto, alla posizione e al materiale specifico. L’esempio serve a capire la logica della scheda, non a sostituire una procedura approvata.
Leggi anche: Taglio plasma sicuro - Gestisci i rischi in officina: la guida
Gli errori che vedo più spesso
- Usare una WPS con spessore o gruppo di materiale fuori dal campo qualificato.
- Indicare solo corrente e tensione, dimenticando velocità, gas, preriscaldo e temperatura interpass.
- Confondere la qualifica del saldatore con la qualifica della procedura.
- Modificare materiale d’apporto o gas senza verificare se la variazione è essenziale.
- Lasciare la scheda lontana dalla postazione, rendendo difficile il controllo durante il lavoro.
- Compilare i parametri a fine turno invece di registrare ciò che è stato realmente eseguito.
Quando cambia una variabile essenziale, non basta correggere il PDF e ristamparlo. Occorre verificare se la modifica resta coperta dal WPQR o se è necessaria una nuova qualificazione. Questo passaggio evita contestazioni durante collaudi, audit e controlli del cliente.
Una buona WPS si riconosce prima del primo arco
Prima di autorizzare la saldatura, controllo che la scheda sia identificata, revisionata e collegata al WPQR corretto. Verifico anche che il saldatore sia qualificato per processo, posizione e intervallo di spessore applicabile.
Il documento migliore non è quello più lungo, ma quello che permette di capire rapidamente cosa fare, entro quali limiti e cosa registrare. Se una voce è ambigua, il problema va risolto prima di accendere l’arco, non dopo aver scoperto una non conformità.
In una produzione di precisione la WPS diventa quindi una parte concreta del sistema di sicurezza e qualità. Aiuta a prevenire difetti, limita le improvvisazioni e rende dimostrabile il modo in cui è stato realizzato ogni giunto importante.