Un cordone che sembra pulito può nascondere porosità, mancanza di fusione o una zona termicamente alterata troppo ampia. Per lavorare bene sulle leghe di alluminio servono quindi metodo, pulizia e controllo del calore: qui raccolgo le indicazioni pratiche per scegliere TIG o MIG, preparare il giunto, impostare i parametri e riconoscere gli errori più frequenti.
Le scelte che determinano la qualità della saldatura
- Rimuovere l’ossido è indispensabile perché fonde a una temperatura molto più alta dell’alluminio.
- Il TIG in corrente alternata offre controllo e precisione sugli spessori sottili.
- Il MIG con argon puro è più produttivo sui pezzi medi e spessi.
- La portata indicativa del gas è di circa 7-10 l/min nel TIG e 10-14 l/min nel MIG.
- Filo d’apporto, lega di base, calore e velocità devono essere scelti come un unico sistema.
Perché l’alluminio richiede una tecnica diversa
L’alluminio fonde intorno ai 650-660 °C, ma sulla sua superficie forma rapidamente uno strato di allumina che può fondere oltre i 2.000 °C. Se questo film non viene rimosso, l’arco può scaldare il metallo sottostante senza ottenere una fusione regolare dell’ossido.
Il materiale, inoltre, conduce il calore molto velocemente. Questo significa che il pezzo può assorbire energia lontano dal punto in cui si sta lavorando, mentre il bagno resta difficile da leggere. Io considero questo il primo grande errore dei principianti: l’alluminio sembra freddo fino a un attimo prima di collassare o deformarsi.
Le leghe della serie 5xxx e 6xxx sono molto comuni in carpenteria, automotive e meccanica, ma non si comportano tutte allo stesso modo. Prima di iniziare conviene identificare lega, spessore, trattamento termico e funzione del componente. Una riparazione estetica non richiede gli stessi controlli di un giunto strutturale.
Quale processo scegliere tra TIG e MIG
Per la maggior parte delle lavorazioni manuali, la scelta reale è tra TIG e MIG. Non esiste un vincitore assoluto: il TIG privilegia controllo e finitura, mentre il MIG riduce i tempi quando bisogna depositare molto materiale.
| Metodo | Punti di forza | Limiti | Impiego tipico |
|---|---|---|---|
| TIG AC | Bagno preciso, ottima finitura, ideale per piccoli spessori | Più lento e sensibile alla manualità | Lamiera sottile, riparazioni, pezzi a vista |
| MIG | Alta produttività, buona penetrazione, cordoni rapidi | Più calore e maggiore rischio di deformazione | Spessori medi, telai, produzione ripetitiva |
| MIG pulsato | Controllo migliore del calore e del trasferimento del filo | Richiede una macchina più evoluta | Spessori variabili e giunti con requisiti più severi |
Nel TIG si usa normalmente corrente alternata, perché la semionda positiva aiuta a rompere l’ossido mentre quella negativa concentra maggiormente la penetrazione. Il gas più comune è l’argon puro. Miller Welds indica l’argon al 100% come scelta standard, mentre miscele con elio possono aiutare sui grandi spessori, a fronte di costi e regolazioni più impegnativi.
Il MIG è spesso la soluzione più pratica sopra circa 3 mm, soprattutto quando il componente è lungo o il volume di materiale da depositare è elevato. Per l’alluminio servono però trainafilo, guaina e rulli adatti: il filo morbido tende a impuntarsi se il percorso nella torcia è troppo lungo o poco guidato.
Preparare il giunto prima dell’arco
Una buona saldatura inizia prima di accendere la macchina. Elimino olio e residui con un prodotto sgrassante compatibile, lascio asciugare la superficie e rimuovo l’ossido con una spazzola in acciaio inox dedicata esclusivamente all’alluminio.
La spazzola deve essere pulita e usata con pressione moderata. Una spazzola contaminata da acciaio al carbonio può trasferire particelle nel giunto; una spazzolatura troppo aggressiva può invece inglobare sporco e deformare una lamiera sottile. Anche il filo d’apporto va protetto da polvere e umidità.
Geometria, accoppiamento e preriscaldo
I lembi devono essere regolari, senza bave e con un gioco coerente con lo spessore. Un accoppiamento preciso riduce il volume del bagno e limita il rischio di sfondamento. Sui pezzi più spessi un leggero preriscaldo può rendere più uniforme la fusione, ma non deve diventare un modo per compensare parametri sbagliati.
Uso il preriscaldo con prudenza, soprattutto sulle leghe trattate termicamente. Un eccesso di temperatura può ridurre localmente le proprietà meccaniche e aumentare la deformazione. Per componenti critici è preferibile seguire una procedura qualificata con temperature controllate, invece di affidarsi alla sensazione della mano o al colore del pezzo.
Gas e protezione dall’aria
Per il TIG, una portata iniziale di circa 7-10 l/min di argon è spesso sufficiente in posizione piana; nel MIG si può partire indicativamente da 10-14 l/min. Il valore reale dipende da ugello, posizione, corrente e presenza di correnti d’aria.
Troppo poco gas lascia entrare ossigeno e azoto, mentre una portata eccessiva crea turbolenze e può aspirare aria nel bagno. Se compaiono annerimento, porosità o un cordone sporco, controllo prima il flusso, le perdite e la protezione laterale, non solo l’amperaggio.

Come impostare e gestire la saldatura
Non parto mai dal numero indicato sulla manopola come se fosse una regola universale. Lo uso come base, poi verifico il bagno su un pezzo di prova dello stesso spessore e della stessa lega. La regolazione corretta è quella che garantisce fusione dei lembi senza allargare inutilmente la zona calda.
| Spessore indicativo | Approccio consigliato | Controllo principale |
|---|---|---|
| 0,8-1,5 mm | TIG AC, eventualmente pulsato | Ridurre il calore e avanzare con continuità |
| 1,5-4 mm | TIG AC o MIG pulsato | Bilanciare penetrazione e deformazione |
| Oltre 4 mm | MIG, spesso con più passate | Gestire preriscaldo, interpass e volume del cordone |
Nel TIG tengo l’arco corto e stabile, avanzo senza oscillazioni ampie e aggiungo il materiale in modo regolare sul bordo anteriore del bagno. L’elettrodo deve restare centrato e protetto dal gas fino alla fine della fase di raffreddamento, usando un post-gas adeguato.
Nel MIG preferisco la tecnica a spinta, con una torcia inclinata nella direzione di avanzamento. Il filo d’alluminio richiede un sistema di alimentazione adatto e una regolazione che favorisca il trasferimento a spruzzo o pulsato; il corto circuito tradizionale è generalmente poco stabile su questo materiale.
La velocità non resta costante per tutta la passata. Quando il pezzo si scalda, il bagno tende ad allargarsi e diventa più facile sfondare la lamiera. In quel momento aumento leggermente la velocità o interrompo la passata, distribuendo il calore su zone diverse.
Filo d’apporto e difetti da correggere
La scelta del filo dipende dalla lega di base e dal risultato richiesto. L’ER4043, con silicio, offre buona fluidità e tende a produrre cordoni dall’aspetto regolare; l’ER5356, con magnesio, è spesso scelto quando servono caratteristiche meccaniche più elevate o compatibilità con alcune leghe 5xxx e 6xxx.
Non scelgo il materiale d’apporto solo in base al diametro disponibile. Verifico sempre la scheda della lega, il servizio del componente, l’ambiente corrosivo e l’eventuale anodizzazione successiva. Su un pezzo strutturale, il consiglio di un tecnico o una WPS qualificata valgono più di qualsiasi tabella generica.
Porosità e inclusioni
Piccoli fori nel cordone indicano spesso contaminazione, umidità o protezione insufficiente. Le cause più comuni sono sgrassaggio incompleto, filo sporco, portata del gas instabile, perdite nella torcia o correnti d’aria.
Se la porosità compare solo quando il pezzo si scalda, controllo anche la tecnica e il tempo di permanenza nel bagno. Un arco troppo freddo può intrappolare idrogeno, mentre un gas regolato troppo alto può creare turbolenza. La soluzione non è automaticamente aumentare il flusso.
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Mancanza di fusione e bruciatura
Una saldatura opaca e appoggiata sui lembi può indicare energia insufficiente, velocità eccessiva o ossido non rimosso. Al contrario, un foro nella lamiera segnala un apporto termico eccessivo, un gioco troppo ampio o una permanenza troppo lunga in un punto.
Per ridurre la deformazione, limito le oscillazioni, uso punti di fissaggio ravvicinati e alterno il senso delle passate quando la geometria lo consente. Le guide industriali di Miller Welds insistono proprio su questo aspetto: sull’alluminio il controllo del calore conta spesso più di una semplice variazione dell’amperaggio.
Quando la saldatura manuale non è la scelta migliore
Per una staffa, una carteratura o una riparazione non critica, TIG e MIG sono normalmente sufficienti. Su grandi serie, giunti lunghi o componenti sottoposti a carichi elevati entrano però in gioco automazione, saldatura laser o friction stir welding, un processo allo stato solido che non fonde completamente il materiale.
Il laser riduce la zona termicamente alterata e può offrire elevata precisione, ma richiede preparazione, investimento e controllo del giunto molto rigorosi. La friction stir welding è interessante per pannelli e strutture in lega di alluminio, ma non è una soluzione da officina generica.
Se il componente è strutturale, sottoposto a pressione, vibrazioni o responsabilità di sicurezza, non mi affiderei a una prova empirica. Servono identificazione della lega, procedura qualificata, saldatore competente e controlli proporzionati al rischio, come esame visivo, liquidi penetranti o controlli più avanzati quando richiesto dal progetto.
Il controllo finale che evita molte rilavorazioni
Prima di considerare concluso il lavoro, verifico che il cordone abbia larghezza regolare, raccordi continui e assenza di crateri, incisioni marginali o porosità visibili. Controllo anche il retro del giunto, perché un aspetto esterno gradevole non dimostra da solo una penetrazione corretta.
Segno su una scheda semplice la lega, lo spessore, il filo usato, il gas, i parametri e le eventuali anomalie. Questa abitudine sembra banale, ma permette di ripetere un risultato riuscito e di capire rapidamente perché una passata successiva è venuta peggio.
La regola che seguo è concreta: pulizia prima dell’arco, calore sotto controllo e prova sullo stesso materiale. Quando questi tre elementi sono rispettati, la saldatura dell’alluminio smette di essere imprevedibile e diventa un processo regolabile, verificabile e molto più affidabile.